Sanremo dalla A alla Z, ci sono anche Totò e il Califfo
Nel libro di Anselmi non solo un Festival ma l'album di famiglia dell'Italia
(di Cinzia Conti) EDDY ANSELMI, DIZIONARIO DEL FESTIVAL DI SANREMO - INTERPRETI, AUTORI, PRESENTATORI E CONDUTTORI" (CONIGLIO EDITORE - SUAN EDIZIONI, 28 EURO). C'è anche Antonio Griffo Focas Flavio Angelo Ducas Comneno Porfirogenito Gagliardi De Curtis di Bisanzio - in arte Totò - che nel 1954 fu autore della canzone 'Con te', interpretata da Achille Togliani e dal duo Natalino Otto-Flo Sandon's, classificatasi al 9/o posto e che nel 1960 avrebbe dovuto presiedere la commissione giudicatrice, ma clamorosamente si dimise poco prima dell'inizio del festival a causa di disaccordi sui meccanismi di voto. Dopo diciassette anni torna in libreria completamente aggiornato il 'Dizionario del festival di Sanremo - Interpreti, autori, presentatori e conduttori' di Eddy Anselmi, uno dei massimi esperti sia del Festival che dell'Eurovision Song Contest, che spiega di "aver aggiornato l'album di famiglia". Un volumetto corposo "scritto con stili diversi, - dice ancora il giornalista, storico della musica leggera e del costume e autore tv - a volte con schede più referenziali, a volte attraverso cose un po' più poetiche e sentite" come quelle du Franco Califano e Giorgio Calabrese, a cui si devono testi iconici cantati da Mina, Umberto Bindi, Ornella Vanoni, Adriano Celentano e Luigi Tenco. Un'opera monumentale e unica nel suo genere che attraversa 75 edizioni del Festival di Sanremo, dal 1951 al 2025, raccontando 2.828 protagonisti tra interpreti e per la prima volta, autori delle canzoni in gara, conduttori e figure chiave della storia del Festival: 1.374 quelle di cantanti e gruppi, 1.269 quelle di autori e autrici, 185 di presentatori e presentatrici, conduttrici e conduttori, valletti e vallette (anzi, co-conduttori e co-conduttrici). "Anche perché al festival - dice Anselmi - puoi togliere tutto ma non la gara". Ed ecco oltre 2.000 canzoni, dati, percorsi artistici, ritorni, esclusioni, trasformazioni e storie personali compongono quello che può essere definito il più completo atlante umano del Festival della Canzone Italiana. Ma qual è secondo Anselmi la cosa più sconosciuta di Sanremo? "Adesso secondo me è che nei primi 20 anni del festival le canzoni erano interpretate da due interpreti diversi. Prima tu le sentivi cantare da un cantante con un'orchestra e poi da un altro con un'orchestra diversa. Alla fine vinceva la canzone, a ricevere il premio erano i cantanti sì, ma anche gli autori". Fra i tanti nomi l'ultima clamorosa scoperta è "l'autore di Corde della mia chitarra, canzone vincitrice del 1957: era Alberto Cavaliere, deputato socialista che ha fatto anche la lotta partigiana. Non firma la canzone sul disco né sulla spartito, però lo ritrovo nel repertorio Siae e scopro che ha firmato questa canzone assieme a Mario Ruccione che è il musicista che prima della guerra era stato autore di Faccetta nera. Vedi la musica? Tante curiosità che ci raccontano la storia del festival...". Il festival è anche uno specchio nitido della società italiana. Emblematica l'edizione del 1976. "Uno di quegli anni - dice Anselmi - dove il festival era ai minimi termini, si stava riprendendo come dopo un KO, i ragazzi nei testi cominciano a fare l'amore. Ora, - scherza - non è che gli italiani non facessero l'amore negli anni '50, sennò la specie si sarebbe estinta, però cominciano a raccontarlo e 15 canzoni su 30 parlano di sesso nel '76". In 75 anni di storie così ce ne sono tantissime. "Nel 1953 dopo la guerra, la vicenda di Trieste, il tema era molto sentito, - dice Anselmi - troviamo Tamburino del reggimento, Vecchio Scarpone, Campanaro che continuano a parlare di questi toni patriottici che forse non sono tanto passati di moda. Questa roba è una storia che leggiamo poco ma Sanremo ce la racconta". E poi a Sanremo ci sono i cori di montagna. "Negli anni '50 - racconta - hanno un grandissimo successo in Italia. Nessuno lo sa. Perché? Negli ultimi 25 anni erano successe cose di cui non eravamo troppo fieri, ma il racconto epico della prima guerra mondiale con i suoi cori di montagna era vivo, era vivo nelle nostre famiglie, e allora anche a Sanremo c'erano delle canzoni che parlavano dei cori di montagna". Anselmi chiude poi dicendo: "Chi mi conosce sa che sono un grande appassionato anche di Eurovision, ma questa cosa parossistica che è il festival di Sanremo, l'Eurovision non la raggiunge. Sanremo è come il giorno del Ringraziamento per gli americani, è il nostro tacchino ripieno. Ora vai a chiedere agli americani perché una festa con il tacchino ripieno e le patate dolci è così importante poco prima di Natale. Ci sono mille ragioni, ma la chimica è una chimica casuale. Tutti quegli ingredienti hanno prodotto una reazione che ha creato il festival di Sanremo. Se qualcuno avesse pensato come si fa a farlo, non ci sarebbe riuscito".
O.Bertrand--PS