Il consumo di bibite zuccherate potrebbe aumentare il rischio di alcuni tumori del fegato
Porta a disturbi metabolici come obesità e diabete 2, due fattori di rischio
Un maggiore consumo di bevande zuccherate potrebbe portare a un aumento del rischio di tumore del fegato, in particolare dei sottotipi carcinoma epatocellulare e colangiocarcinoma intraepatico. Lo rivela uno studio su Jama Network Open e condotto da epidemiologi della Division of Cancer Epidemiology and Genetics, National Cancer Institute a Rockville, nel Maryland. Le bevande zuccherate artificialmente e quelle zuccherate sono ampiamente consumate in tutto il mondo e sono state collegate a disturbi metabolici, tra cui l'obesità e il diabete di tipo 2, fattori di rischio accertati per il cancro al fegato. In questa analisi gli epidemiologi hanno analizzato i dati di 11 studi comprendente un totale di 1.518.411 adulti inizialmente sani, arruolati tra il 1980 e il 2009 e seguiti fino rispettivamente alla fine del 2000 e del 2019. Gli epidemiologi hanno identificato i casi di cancro al fegato diagnosticati negli anni degli studi, inclusi 1.699 casi di carcinoma epatocellulare e 444 casi di colangiocarcinoma intraepatico. Ebbene è emerso che per ogni bibita zuccherata in più consumata al giorno si ha un aumento del 10% del rischio di carcinoma epatocellulare e un aumento del 15% del rischio di colangiocarcinoma intraepatico, indipendentemente dal fatto che la persona soffra o meno di diabete. Questo suggerisce che l'aumento del rischio non sia semplicemente mediato dalla malattia metabolica, a sua volta già in precedente collegata al consumo eccessivo di bibite.
H.Leroy--PS